Ultimo aggiornamento: 13.06.21
“Quando le persone non sanno fare qualcosa lo dicono a te che non la sai fare. Se vuoi qualcosa, vai e inseguila. Punto.” – Chris Gardner

 

Periodi di noia o stress possono portare a mangiare più del dovuto e, a volte, anche a cambiare in peggio la propria alimentazione. Questo è ciò che è capitato a me quando, in un periodo non facile della mia vita, mi sono gettata sul cibo, quello spazzatura, passando da circa 60 kg a 68 kg.

La conseguenza non è stata solo quella di vedere il mio corpo atletico cambiare, ma anche iniziare ad accusare dolori alle gambe, troppo provate dai chili in più. Il mio peso forma è compreso tra i 55 kg e i 60 kg, per cui gli 8 kg avevano avuto una conseguenza non indifferente sulle mie giunture.

Inoltre mi sentivo sempre stanca e questo mi portava a poltrire sul divano, mangiando patatine, dolci, oltre ai normali pranzo e cena. Ancora peggio, non mi rendevo assolutamente conto di quello che stava succedendo, non mi guardavo allo specchio, non uscivo e mi chiudevo sempre di più, aggravando la situazione psicologica nella quale mi trovavo.

 

La presa di coscienza

Un giorno mi rendo conto di non avere a disposizione un farmaco del quale facevo uso, per questioni di salute, e che avrei dovuto necessariamente vestirmi e uscire per andare in farmacia. In precedenza erano stati degli amici a occuparsene, ma mi ero allontanata da tutti, per cui ero costretta a fare tutto da sola.

Presi il mio solito paio di jeans e mi resi conto che non solo avevo difficoltà a indossarlo, ma che non riuscivo a chiuderlo perché il gonfiore addominale era tanto. Questo è stato il primo momento in cui mi sono resa conto che qualcosa non andava: com’era possibile che quel pantalone, che era anche il mio preferito, non mi andasse più?

Mi misi a cercare nell’armadio e trovai un paio di pantaloni di tuta, che non avevano bisogno di bottoni o cerniere, li infilai e poi indossai una maglietta. Il primo impatto con lo specchio fu questo: un’altra persona che non riconoscevo, che non potevo essere io.

La svolta

La farmacia non era distante, eppure la fatica fatta per arrivarci fu tanta, troppa: avevo il fiatone, mi sentivo come se due enormi massi fossero ben piazzati sui polmoni, non vedevo l’ora di sedermi. Arrivata a destinazione, dopo aver comprato quello che dovevo, mi accorsi della bilancia all’uscita.

Presi i miei 50 cent e mi pesai: vedere il numero 68 sullo schermo mi fece trasalire. Ecco perché ero così stanca, ecco perché i pantaloni non si chiudevano…e ora? E ora…basta. Ricordo bene quella parola in testa: basta! In un momento tutta la mia vita di quei mesi divenne subito evidente: tutte le schifezze mangiate, la totale inattività, il male alle ginocchia.

Era arrivato il momento di cambiare.

 

Come ho iniziato

Riprendere una sana alimentazione è il passo più difficile: il corpo ormai è abituato agli zuccheri complessi e ne chiede in continuazione. Vai a spiegargli che la frutta sarà il suo unico dolce d’ora in poi! Non per sempre, ma almeno all’inizio, visto che deve disintossicarsi dall’eccesso di cioccolata, caramelle e così via.

Non è facile: la tentazione di ricadere nel loop è tanta, ma c’è una cosa che è fondamentale ricordare sempre, cioè che se non si parte dal cibo, il dimagrimento e la salute saranno mete irraggiungibili. Infatti, anche iscrivendosi in palestra o facendo movimento, ma continuando con un’alimentazione sbagliata, tutti gli sforzi che farete saranno vani.

Ci vuole forza di volontà, tanta, ma anche qualche aiuto che ho usato e che mi è servito tanto: ho fatto una foto al mio fisico e, ogni volta che mi veniva voglia di lasciar perdere tutto, mi bastava guardarla per capire che stavo seguendo la via giusta.

No, non mi bastava guardarmi allo specchio, perché lì avevo una percezione distorta del mio corpo: non riuscivo a vedermi come ero realmente, mentre nelle foto nulla veniva nascosto o giustificato.

Poi ho pensato a come iniziare a muovermi: come superare la pigrizia, quella davvero difficile da eliminare, illudendo il corpo che non stai facendo alcuno sforzo?

 

Arriva lei: la camminata

Si è trattato di fare quel piccolo, piccolissimo passo per far credere alla mente che stai solo eseguendo compiti normali, come appunto uscire di casa per fare la spesa. Niente macchina, solo le gambe: camminare, le prime volte a poca distanza da casa, poi incrementando poco a poco, per raggiungere posti un po’ più lontani.

Se vogliamo quantificare il percorso fatto, i primi tempi saranno stati 500 m di andata e ritorno, poi sono passata al km, a 2 km, a 3 km, fino a quando non ho potuto più fare a meno della mia uscita quotidiana. Molto spesso preferivo il mattino, in modo da vedere gli altri in giro e quindi potermi distrarre dal fatto che, in realtà, stavo facendo attività fisica. 

Sapere che la gente stava facendo una passeggiata o andava a lavorare mi faceva sentire meno sola ma, soprattutto, mi costringeva a sforzarmi a continuare il mio percorso, perché pensavo che tutti mi guardassero con orrore, visto che ero ingrassata tanto.

Con questi piccoli trucchetti, sono riuscita nel mio intento di perdere massa grassa, sempre abbinando a questo una sana alimentazione, fino a quando non ho iniziato a vedere i muscoli sulle gambe e sulle braccia. Mi sentivo sempre più sicura di me, tanto che ho ricominciato a frequentare gli amici.

La mia più grande soddisfazione è stata quando, uno di loro, mi ha chiesto se mi fossi iscritta in palestra. E anche quando non voleva credere al fatto che avessi perso peso solo camminando!

Morale della storia

Quando una cosa ci sembra impossibile o irraggiungibile, ricordiamo sempre che il nostro limite siamo solo noi stessi. Tutto dipende dalla nostra volontà e dalla forza che abbiamo dentro di noi: forse non lo sapete, non ve ne accorgete, ma ne abbiamo davvero tanta!

 

 

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