Ultimo aggiornamento: 06.06.20

 

Arrivano in Italia i nuovi cosmetici con cannabidiolo, un metabolita della cannabis sativa dalle proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Ecco perché tutti ne parlano.

 

Quando si tratta di bellezza non c’è beauty routine che tenga se i cosmetici utilizzati non sono adatti al proprio tipo di pelle e alle sue esigenze. Ma siete sicure che i prodotti presenti nel vostro beauty case siano quelli giusti?

Le skin care addicted sono sempre alla ricerca di nuovi trattamenti beauty da sperimentare per essere sempre al top, e tra le novità nazionali e internazionali più interessanti del momento, si collocano anche i cosmetici a base di cannabidiolo, un metabolita della cannabis sativa dalle comprovate proprietà antiage e idratanti per la pelle. 

Stupefacente, vero? Eppure, recenti studi scientifici hanno dimostrato come dalla pianta della cannabis si possano estrarre diversi principi attivi capaci di giovare alla bellezza e al benessere del corpo, al punto da essere oggi impiegati dalle principali aziende cosmetiche nella formulazione di molte lozioni, creme, detergenti e saponi di vario tipo.

Questo trend ha riscontrato un enorme successo sul web, sebbene siano ancora in molti a mostrare un certo scetticismo sull’argomento. In effetti, i trattamenti di bellezza non sono proprio la prima cosa che viene in mente quando si parla di cannabis, ciononostante le preparazioni cosmetiche che vedono l’utilizzo di questa portentosa sostanza stanno spopolando in tutto il mondo.

In questo post cercheremo di fare chiarezza sull’argomento, spiegando i motivi per cui vale la pena usare i prodotti beauty a base di cannabidiolo.

La differenza tra canapa e cannabis

Ci perdonerete il gioco di parole ma gli effetti che la cannabis ha sul benessere del corpo e dell’epidermide sono davvero “stupefacenti”. Prima, però, di addentrarci in questo particolare settore beauty, è bene fare alcune precisazioni.

Innanzitutto, va sottolineato che la cannabis utilizzata in cosmetica viene privata della sostanza psicoattiva (comunemente nota con la sigla THC). Nonostante nel nostro Paese sia ormai caduto il tabù relativo alle sostanze stupefacenti con la commercializzazione della cosiddetta “marijuana light”, ovvero con un livello di THC inferiore allo 0,6%, non tutti sanno che dalla pianta si possono ottenere numerose sostanze benefiche, come l’estratto di semi di hemp (canapa) e il CBD.

Si tratta di composti non psicoattivi che vengono impiegati anche in campo medico in virtù dei loro effetti sedativi e rilassanti. Tornando al settore cosmetico, i derivati della cannabis utilizzati nella formulazione dei prodotti beauty sono: l’olio di canapa (hemp oil), che viene estratto dai semi della pianta; e il cannabidiolo, ricavato invece dai fiori e dalle foglie.

Il primo, essendo ricco di acido linoleico e acidi grassi essenziali omega 3, 6 e 9, si fa apprezzare per le sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie; mentre il cannabidiolo (noto come CBD), ha un effetto rilassante e sedativo, per cui viene usato soprattutto in medicina nel trattamento di diverse malattie e disturbi.

 

L’uso della cannabis in cosmetica

Negli ultimi tempi, il nuovo trend dei prodotti di bellezza a base di olio e semi di canapa sta conoscendo un periodo di enorme successo, soprattutto in virtù dei numerosi benefici che sono in grado di apportare al corpo e ai capelli. Si tratta, ovviamente, di cosmetici sicuri e assolutamente privi di effetti collaterali, proprio perché privati del THC; ma vale davvero la pena introdurli nella propria routine di bellezza?

I prodotti a base di cannabis, ossia formulati con gli estratti di olio di canapa, sono ricchi di acido linoleico e acidi grassi che, grazie alle loro proprietà antinfiammatorie, si dimostrano efficaci nel trattamento dell’acne e della dermatite seborroica.

Non solo, queste sostanze vengono impiegate anche per prevenire e curare la secchezza epiteliale, poiché contribuiscono a ripristinare il naturale equilibrio della barriera cutanea, rendendo la pelle più morbida e nutrita.

Proprio in virtù del loro potere idratante ed emolliente, i cosmetici alla cannabis si propongono di ridurre la disidratazione e stimolare la produzione di elastina. Il risultato? Con la giusta integrazione di questi cosmetici nella propria routine di bellezza quotidiana, la pelle apparirà visibilmente distesa, idratata e dall’effetto plump.

Un’altra proprietà beauty della cannabis è data dal CBD, l’olio di cannabidiolo estratto dai fiori della pianta, che in virtù della sua efficacia antinfiammatoria risulta indicato per curare i dolori muscolari e articolari, mentre le sue proprietà antiossidanti lo rendono ideale per ridurre le rughe, l’acne e altri inestetismi cutanei dovuti alla proliferazione dei radicali liberi.

Inoltre, chi vuole prendersi cura di mani e unghie deve sapere che la crema mani più venduta è proprio quella a base di olio di canapa, che si pone come ottimo rimedio naturale anti age per la pelle secca e disidratata.

Inoltre, grazie all’elevato contenuto di vitamine e sali minerali, questa sostanza vanta anche  proprietà nutrienti e ristrutturanti che la rendono efficace soprattutto in caso di capelli secchi e fragili, che risulteranno morbidi e splendenti già dopo poche settimane dall’inizio del trattamento.

Beautiful girl with a cannabis leaf near the face

Un ottimo antinfiammatorio

Diversi studi condotti da un gruppo di dermatologi della University of Colorado, hanno dimostrato che il cannabidiolo (CBD) estratto dai fiori della canapa possiede anche grandi proprietà antinfiammatorie, per cui è in grado di curare diverse problematiche cutanee, come le dermatiti, gli eczemi e l’acne.

Proprio per questa ragione, i prodotti realizzati con l’olio di canapa svolgono un ruolo importante anche nel trattamento delle infiammazioni intestinali e per alleviare i dolori articolari e muscolari.

Questo significa che il CBD contenuto nella pianta della cannabis, oltre a non avere effetti psicotropi, è in grado di inibire il rilascio delle molecole che causano l’infiammazione e, in certi casi, gravi danni ai tessuti.

Sebbene l’uso del cannabidiolo in campo medico tenda a suscitare sentimenti oscillanti tra approvazione e diffidenza, grazie all’efficacia dei suoi principi attivi, viene da tempo impiegato in oncologia per il trattamento del dolore. Infatti, il decreto del 9 novembre 2015 del Ministero della Salute autorizza i medici a prescrivere la cannabis terapeutica come terapia sintomatica di supporto ai trattamenti standard, quando questi ultimi non hanno apportato i risultati sperati o hanno provocato effetti collaterali non tollerabili dal paziente.

Infine, visto che la cannabis, assunta nelle giuste quantità e combinata all’utilizzo di altri eventuali integratori alimentari, aiuta anche a rinforzare il sistema immunitario, in molti Paesi, come l’Australia e il Canada, viene prescritta sotto forma di integratore per prevenire l’influenza e altre malattie stagionali.

 

 

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