Ultimo aggiornamento: 06.06.20

 

Tutto quello che c’è da sapere sul trattamento beauty che promette di ridurre definitivamente la peluria in eccesso

 

L’epilatore a luce pulsata è un dispositivo che si propone di rimuovere i peli superflui attraverso un processo chiamato fototermolisi selettiva che, al pari di alcuni trattamenti laser eseguiti nei saloni di bellezza specializzati, consiste nell’esposizione del bulbo pilifero a specifici impulsi di luce ad alta intensità (Intense Pulsed Light o IPL) che, a contatto con la melanina, si trasformano in energia termica.

In questo modo, il follicolo viene sottoposto a un forte aumento di temperatura che ne provoca la degradazione, incentivando di conseguenza la caduta del pelo e impedendone la successiva ricrescita.

Essendo quello della depilazione un argomento molto delicato a cui molte donne tengono particolarmente, abbiamo deciso di realizzare una guida che permetta a tutte le nostre lettrici di capire come e quando usare un epilatore a luce pulsata. Scopriremo anche come funzionano questi apparecchi, se ci sono eventuali controindicazioni da considerare e cosa fare prima e dopo il trattamento.

 

Gli epilatori a uso domestico

Fino a ieri, l’epilazione con luce pulsata si poteva eseguire solo nei centri di medicina estetica e nei saloni di bellezza specializzati, con costi non sempre accessibili per chiunque. Oggi, invece, grazie agli enormi progressi tecnologici del settore, è diventata una pratica sempre più comune che può essere effettuata anche in autonomia tra le mura domestiche utilizzando dei dispositivi di facile utilizzo e venduti a prezzi decisamente più abbordabili.

Qui sorge spontanea una domanda: cosa cambia tra i due trattamenti, a parte il costo? Partiamo subito col dire che un operatore esperto, medico o estetista che sia, ha la preparazione necessaria per stabilire se e quando utilizzare questo metodo di epilazione in base alle caratteristiche e allo stato di salute del cliente, così da permettergli di spendere bene il proprio denaro e senza correre rischi inutili.

Ciò premesso, la differenza principale tra le due metodologie è la lunghezza d’onda del fascio di luce emesso dall’epilatore a luce pulsata più venduto per uso domestico e quella che invece caratterizza gli apparecchi in dotazione a medici ed estetiste. In quest’ultimo caso, l’intensità degli impulsi deve rientrare nei valori sanciti dal Decreto n.110/2011 del Ministero della Sanità, che contiene precise disposizioni sulla potenza e le caratteristiche strutturali che le apparecchiature presenti negli istituti di medicina estetica devono assolutamente possedere per essere utilizzati in sicurezza.

Gli epilatori a uso domestico, invece, non sono soggetti alle medesime prescrizioni, dal momento che hanno una potenza più blanda rispetto ai precedenti, ma ciò non toglie che, come quelli usati da medici ed estetiste, devono essere dotati di specifici dispositivi di sicurezza previsti dalla legge. Proprio per questa ragione, tutti i modelli reperibili in commercio sono provvisti di appositi filtri che si occupano di schermare le radiazioni, in modo che il fascio luminoso colpisca solo il pelo evitando ogni possibile danno alla pelle.

Inoltre, la maggior parte degli epilatori dispone anche di un sensore integrato, che provvede a bloccare istantaneamente l’emissione degli impulsi quando il dispositivo non viene posizionato sull’area da trattare in modo corretto, e di un secondo sensore che rileva automaticamente il fototipo di pelle per regolare l’intensità della luce di conseguenza.

 

Quando usare l’epilatore a luce pulsata

Come la maggior parte di voi già saprà, l’uso di cerette, creme depilatorie e rasoi risolve il problema dei peli superflui solo temporaneamente e con effetti collaterali a dir poco fastidiosi: dolore, arrossamenti, irritazioni, peli incarniti e chi più ne ha più ne metta, senza trascurare ovviamente i problemi legati alla gestione della ricrescita tra una depilazione e l’altra.

L’epilatore a luce pulsata, invece, è una soluzione rapida, indolore e soprattutto duratura, adatta a tutte le aree del corpo, a partire dalle zone più piccole e delicate del viso, come mento, contorno labbra e basette, fino a quelle più estese di braccia, gambe, petto e schiena.

Questi dispositivi sono costituiti da un accumulatore di energia e da un particolare tipo di lampada allo xeno, in genere chiamata “flash”, che produce una serie di impulsi luminosi aventi diverse lunghezze d’onda. La luce viene assorbita dalla melanina contenuta nel pelo e trasferita sotto forma di calore ai follicoli piliferi sottostanti, in modo da impedirne la rigenerazione.

Proprio per questo motivo, il trattamento non è adatto a tutte le tonalità di pelle e risulta efficace solo su quelle di colore chiaro con peli scuri. Questo perché, una volta indirizzata sulla cute, la luce pulsata è in grado di “riconoscere” – per così dire – la melanina del pelo e di percepire la differenza di colore con i tessuti circostanti, in modo da colpire solo il follicolo pilifero lasciando la pelle illesa.

Per questo è fondamentale che la zona da trattare non sia abbronzata né appartenente a un fototipo troppo scuro, altrimenti si rischiano dolorose bruciature e la comparsa di antiestetiche macchie cutanee. 

Allo stesso modo, il trattamento andrebbe evitato in caso di diabete, epilessia, quando il sistema immunitario risulta compromesso da malattie degenerative (come l’HIV) e nel caso in cui si faccia uso di farmaci che fotosensibilizzano la pelle, tra cui gli antibiotici e la pillola anticoncezionale. 

Infine, un occhio di riguardo va tenuto anche in presenza di lentiggini, nei, tatuaggi, macchie cutanee e altre imperfezioni della pelle, che non dovrebbero mai entrare in contatto con la luce pulsata.

Cosa fare prima e dopo il trattamento

Per sfruttare tutte le potenzialità del proprio epilatore a luce pulsata, bisogna avvalersi di un altro prezioso alleato: il temutissimo rasoio. Ebbene sì, prima di effettuare il trattamento bisogna radere con cura la zona interessata, poiché per essere efficace il flash deve colpire il follicolo nella sua fase anagen, ossia di crescita.

In effetti, è proprio in questo specifico momento che il pelo è più ricco di melanina e, pertanto, maggiormente sensibile alla luce. Dopo la depilazione “preliminare”, un altro step indispensabile è pulire e asciugare la pelle della zona con cura, prestando attenzione a rimuovere ogni residuo di sporco e impurità senza, però, usare creme o cosmetici.

Se, poi, sull’area da trattare o in quella circostante sono presenti macchie cutanee, cicatrici, tatuaggi o nei, è bene coprirli con una matita bianca per evitare scottature e, al termine della depilazione, è buona norma applicare una crema idratante per mantenere la pelle morbida ed elastica a lungo.

Infine, cercate di evitare l’uso di questi dispositivi durante l’estate, poiché potrebbero rendere la cute sensibile ai raggi UV, mentre se si effettua il trattamento negli altri periodi dell’anno e su aree del corpo non coperte, è opportuno utilizzare una buona protezione solare.

 

 

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