Ultimo aggiornamento: 14.12.19

 

L’invecchiamento vulvare preoccupa più di quello cutaneo. Ecco come ottenere una vita intima soddisfacente sotto ogni punto di vista.

 

In Italia, come nel resto del mondo, è ormai abitudine di molte donne over 50 ricorrere a cosmetici e gel intimi dedicati al ringiovanimento vaginale: filler di acido ialuronico, iniezioni di collagene, chirurgia laser…è un vero e proprio “boom” dei trattamenti estetici riservati alla zona intima femminile per donarle una nuova giovinezza. Sì, perché ormai il vero cruccio delle donne non sono più solo le rughe e la cellulite, complici i sempre più efficaci e funzionali acidi ialuronici venduti online, ma anche i problemi estetici legati al progressivo invecchiamento vulvare, un processo fisiologico inevitabile che influenza globalmente il proprio benessere intimo.

Ma quando ricorrere a cure e trattamenti anti-età per il nostro delta di venere? Gli esperti consigliano, innanzitutto, di intensificare le visite di controllo dal proprio ginecologo di fiducia già a partire dai trent’anni o, comunque, dopo il primo parto. Durante e dopo la gravidanza, infatti, la vita femminile viene sconvolta da una serie di cambiamenti fisiologici ed estetici che potrebbero mettere a rischio la propria vita sessuale. 

Oggi, in effetti, sempre più donne si rivolgono al ginecologo non solo per i normali controlli di routine, come ecografie e pap test, ma anche per farsi consigliare e prescrivere trattamenti volti a ripristinare l’equilibrio dell’ecosistema vaginale, così da ritornare ad avere una vita intima soddisfacente anche sotto il profilo sessuale.

 

Invecchiamento cellulare: un fenomeno che colpisce anche i genitali femminili

Con il passare degli anni, anche in assenza di specifiche patologie, il nostro organismo subisce un progressivo invecchiamento ossidativo che condiziona il nostro stato di benessere generale. Questi cambiamenti fisici riguardano anche i genitali esterni, con la conseguente alterazione degenerativa degli organi sessuali: i tessuti vaginali iniziano a perdere gran parte della loro elasticità e cominciano a manifestarsi diversi disturbi, come discromie cutanee, dispareunia, secchezze e assottigliamento delle mucose, che rischiano di compromettere la qualità della propria vita intima.

Per riattivare la risposta sessuale e migliorare l’estetica dei genitali esterni si può ricorrere a cosmetici e farmaci per uso topico: i primi sono, in genere, prodotti palliativi volti ad accrescere o preservare la bellezza della zona incriminata e si applicano sulle aree intime del corpo allo scopo di migliorarne l’aspetto e di proteggerle al contempo dallo stress ossidativo; i medicinali, invece, vengono impiegati a scopo puramente terapeutico per curare specifiche patologie, per cui deve essere sempre il medico a prescriverli.

 

 

Quando e come invecchia la zona genitale femminile

Prima di cavalcare l’onda del trend prodotto dai sempre più numerosi trattamenti di ringiovanimento vulvare, è importante fare una distinzione tra i disturbi che colpiscono unicamente le zone intime esterne e quelli che, invece, sono ascrivibili a patologie e affezioni ben più gravi, che andranno quindi curate dietro prescrizione medica.

Proprio come le altre zone anatomiche dell’organismo, anche i genitali femminili sono soggetti a processi di disidratazione, deflazione adiposa e diminuzione dell’elasticità. Per farla semplice, a partire dai trent’anni o a seguito di una gravidanza si può notare esternamente una perdita di volume del delta di venere e un’ipertrofia del vestibolo vulvare. Ovviamente, anche le aree interne della vulva e la mucosa vaginale vanno incontro a invecchiamento, con la conseguente diminuzione di elasticità dei muscoli e una progressiva perdita del sostegno dell’area pelvica.

 

Invecchiamento genitale e benessere sessuale

L’invecchiamento dei genitali esterni femminili può influenzare drasticamente la propria vita sessuale, e non solo da un punto di vista anatomico ma anche psicologico. Sempre più donne, sia giovani sia in età matura, decidono di ricorrere a depilazioni sempre più estreme nella speranza di risolvere i problemi estetici legati a queste alterazioni anatomiche, ma in realtà ceretta e peeling rischiano solo di mettere ancora più in evidenza i cambiamenti fisici legati all’invecchiamento biologico, che prima venivano ben celati dai peli pubici. Mettere a nudo con la depilazione integrale i difetti dei genitali esterni potrebbe, quindi, peggiorare la situazione e inibire il piacere sessuale tanto della donna quanto del suo partner.

Per quanto riguarda, invece, l’invecchiamento delle zone vaginali interne, il fenomeno può causare disturbi di diversa entità, fino a sfociare in dolori e infiammazioni durante i rapporti sessuali. Cosa fare, dunque, per prevenire l’invecchiamento della zona vulvare e ripristinare il proprio equilibrio intimo? Nei casi meno estremi, si possono effettuare semplici trattamenti anti-age di biostimolazione, molto simili a quelli che si eseguono sul viso e sul resto del corpo per ritardare il processo di invecchiamento cutaneo; mentre in quelli più gravi di atrofia vaginale bisogna ricorrere a veri e propri interventi di chirurgia, come la lipostruttura delle grandi labbra e la riduzione delle piccole. 

In entrambe le ipotesi, l’operazione è molto semplice, il recupero abbastanza veloce, sebbene sia richiesta l’astensione dall’attività sessuale per almeno un mese, e non vengono lasciate cicatrici evidenti.

 

Lubrificanti vaginali: cosa sono e come si usano

La secchezza vaginale è un disturbo abbastanza comune che può insorgere in qualsiasi momento della vita, ma che si manifesta con maggiore frequenza durante la fase della menopausa. L’insufficienza di lubrificazione naturale può comportare diverse conseguenze di natura fisica, come prurito, arrossamenti e irritazioni, che potrebbero rendere il rapporto sessuale meno piacevole, se non addirittura doloroso, fino a sfociare in veri e propri disagi psicologici e tensioni con il partner.

La prima cosa da fare in questi casi è cercare di individuare la causa scatenante del problema, che può anche derivare semplicemente da una dieta non equilibrata o da un eccessivo stress. In questi casi, si può utilizzare un lubrificante vaginale, disponibile in farmacia o sui negozi online.

Quando, invece, la secchezza deriva da disturbi legati alla menopausa sarà necessario ricorrere a una terapia ormonale sostitutiva, utile non solo per migliorare le secrezioni della mucosa vaginale ma anche per proteggere l’organismo dai rischi correlati al climaterio, quali osteoporosi, cardiopatia e ipercolesterolemia.

 

 

Utilizzi dell’acido ialuronico in campo ginecologico

Diversi studi scientifici hanno dimostrato da tempo l’efficacia e la sicurezza dell’utilizzo dell’acido ialuronico, non solo in campo cosmetico, ma anche in quello vulnologico e ginecologico. La sostanza, infatti, può essere utilizzata sia come coadiuvante negli stati atrofici e distrofici sia in caso di secchezza senile causata da carenze di estrogeni. Visto che, durante la menopausa, le zone intime tendono a perdere l’elasticità e la naturale capacità di trattenere l’acqua, l’acido ialuronico si pone come valido alleato nei processi di riparazione della mucosa vaginale, in modo da ripristinare il normale equilibrio fisiologico dell’organo riproduttore femminile.

In virtù delle sue spiccate proprietà viscoelastiche e della sua elevata biocompatibilità, l’acido ialuronico viene oggi largamente utilizzato per la formulazione di cosmetici e lubrificanti intimi, il cui impiego si è dimostrato efficace e assolutamente sicuro, dato che non sono stati registrati particolari effetti collaterali a seguito del trattamento che, pertanto, può essere considerato una valida alternativa alle invasive terapie ormonali.