Ultimo aggiornamento: 14.12.19

 

Da oggi anche i fast food italiani potranno servire i burger vegetali, ed è subito polemica tra falsi miti e fake news.

 

Quelli che oggi vengono comunemente definiti burger vegetali, oltre a sostituire la carne nell’aspetto, nel sapore e nella consistenza, stanno diventando pian piano un’alternativa più sostenibile per l’ecosistema. Ma hanno davvero un minore impatto ambientale? E sono davvero più salutari per l’organismo?

Per il momento la cosa non è chiara, ma sta di fatto che i surrogati della carne si stanno ampiamente diffondendo anche nel nostro Paese e oggi non è difficile trovarli tra gli scaffali dei supermercati e sul menù di alcuni ristoranti. Nonostante una iniziale aria di scetticismo, la produzione di questi prodotti alimentari aumenta vertiginosamente ogni giorno di più, poiché apprezzati non solo dai vegetariani e dai vegani ma anche da tutti quei consumatori attenti al proprio stato di salute generale.

 

Tre ottimi motivi per diminuire il consumo di carne

Dai recenti dati ISTAT emerge che un italiano su cinque segue un’alimentazione biologica e salutistica, dove il consumo di carne e zuccheri viene ridotto al minimo mentre quello di frutta e verdura domina la scena. La scelta di adottare una dieta sempre più vegetariana può essere ricondotta a due filoni di pensiero: il primo è puramente salutistico, dato che un consumo eccessivo di proteine di origine animale, come quelle della carne rossa, aumenta fino a quattro volte il rischio di morte per cancro e malattie cardiovascolari; il secondo è di tipo ecologista ed è fortemente legato al fatto che la produzione e commercializzazione dei cibi animali comportano un forte impatto sull’ambiente. 

A tal proposito, le stime FAO risalenti al 2006 hanno messo in luce come più del 70% dei terreni agricoli mondiali viene sfruttato per l’allevamento di animali da macello, inteso sia come pascoli veri e propri sia come terreni destinati alla produzione di foraggi. Non solo, è stato appurato che gli allevamenti producono oltre il 15% dei gas serra su scala globale, il che si traduce in un esponenziale aumento della temperatura della Terra con effetti ambientali di notevoli proporzioni, si pensi per esempio allo scioglimento dei ghiacci polari.

Infine, c’è chi decide di adottare una dieta priva di carne e derivati mosso da principi etici volti a ridurre al minimo la sofferenza e lo sfruttamento degli animali, una scelta morale che oggi prende il nome di veganismo. Tuttavia, sebbene negli ultimi anni si riscontra una progressiva diminuzione di coloro che si dichiarano vegani, le vendite dei surrogati della carne sono raddoppiate, e questo perché sempre più “carnivori” decidono di consumare periodicamente questi alimenti per ridurre il più possibile gli effetti dannosi delle proteine animali sull’organismo.

 

 

Burger vegetali: cosa sono e perché mangiarli…

Le versioni vegetariane o vegane della carne, i cosiddetti burger vegetali, si fanno apprezzare per il loro sapore particolare – che può piacere o non piacere, cosa che scoprirete solo provandoli! – e, ovviamente, per lo scarso apporto di grassi. Ottimi come secondo alternativo, costituiscono un terzo del fatturato della grande distribuzione dedicata al settore “vegetariano” e si rivelano salutari anche per il loro elevato apporto proteico.

Gli ingredienti utilizzati per la loro realizzazione sono diversi: nella maggior parte dei casi sono privi di elementi di origine animale e vengono classificati come “biologici”, per cui possono essere consumati anche da chi segue una filosofia rigorosamente vegana, mentre altri possono contenere formaggio o albume d’uovo. Sono, in genere, preparati con vari tipi di legumi, come piselli, ceci e lenticchie, oppure con ortaggi, quali zucchine e melanzane. In alcuni rari casi, vengono realizzati con proteine del grano o con derivati di funghi, mentre la componente proteica viene data dalla farina o dalla polpa di soia.

Per rendere l’alimento più gustoso e consistente vengono spesso aggiunti aromi, addensanti e stabilizzanti ma, visto che in questi casi aumenta anche il contenuto di grassi, molte aziende preferiscono aggiungere ingredienti più salutari come l’olio di canola, estratto dalla colza, o un buon olio di cocco, oltre ad alcuni aromi e spezie naturali. In questo modo, il burger assume lo stesso aspetto e lo stesso sapore della carne bovina e lo si potrà accompagnare con un’insalata o un contorno di verdure. E se volete cimentarvi con il fai-da-te casalingo, in rete si possono trovare diverse ricette sfiziose per preparare in casa un buon burger vegetale.

 

…e perché non dovremmo comprarli

Quello dei burger vegetali è ormai diventato un vero e proprio business. Tuttavia, si tratta di un settore merceologico relativamente nuovo che non è ancora del tutto “entrato” – per così dire – nelle nostre case (almeno in Italia) e verso il quale esiste tuttora un ampio scetticismo.

Che siano realizzati con legumi, ortaggi o tofu, i burger vegetali sono ormai diventati un’alternativa ai pasti a base di carne e pesce, non solo per vegani e vegetariani, ma anche per coloro che vogliono assumere più proteine vegetali nella prospettiva di un’alimentazione salutare e bilanciata.

Ma il fatto che questi sostituti della carne siano sani e nutrienti, non vuol dire che i consumatori sono al riparo da pubblicità ingannevoli e frodi alimentari. Spesso, infatti, si fa un abuso dei termini “vegetali” e “biologici”, il più delle volte frutto di una semplificazione mediatica fuorviante e fallace; quindi va da sé che in fase d’acquisto bisogna tenere tutti e due gli occhi aperti e leggere sempre con grande attenzione la lista degli ingredienti riportata in etichetta.

A tal proposito, è importante anche ragionare nell’ottica che non tutti i prodotti vegetali sono edibili e sicuri per la salute. “Naturale” non è sempre sinonimo di “sano”: gli acidi grassi polinsaturi contenuti nell’olio di girasole o di arachidi, per esempio, se assunti in eccesso rispetto al proprio fabbisogno, potrebbero comportare una predisposizione al sovrappeso e all’obesità, oltre a ridurre la capacità coagulativa del sangue.

Per non parlare, poi, dei trattamenti chimici e industriali che molti legumi e cereali subiscono durante il processo di trasformazione alimentare, spesso basato sull’utilizzo di solventi chimici dannosi per l’organismo, oppure dei problemi che la soia non fermentata può provocare alla tiroide e al metabolismo. In conclusione, va bene consumare burger e altri prodotti vegetali, ma sempre con moderazione, cercando per quanto possibile di preferire alimenti 100% biologici e di origine certificata.

 

 

La fake meat spopola anche in Italia

La vera innovazione per i burger “alternativi” sono quelli realizzati con “fake meat”, costituita solo da proteine vegetali estratte dai piselli e il cui sapore è paragonabile a quello della carne bovina. A detenere il monopolio della “finta carne” è la Beyond Meat, che attraverso diverse ricerche e notevoli investimenti è riuscita a realizzare un prodotto alimentare pensato principalmente per i vegetariani, ma ritenuto soddisfacente anche dai “carnivori” per il gusto e la consistenza molto simili alla carne.

In un presente dove gli allevamenti intensivi diventano sempre meno sostenibili e nell’ottica di un futuro più “green”, la fake meat potrebbe rappresentare una delle tante soluzioni per salvaguardare il benessere del nostro bel pianeta, senza però privare l’essere umano dei nutrienti di cui necessita per condurre una vita sana, dato che le proteine ci vengono date da grano e patate, i grassi dall’olio di cocco e il ferro dall’eme estratto da una proteina della soia.